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...Così io – come colui che
fuma sigarette – ho scritto tante novelle, e romanzi, e storia,
e schede che quasi me ne vergogno.
Avrei molto amato scrivere romanzi di pura avventura, e diciamo “romanzi
gialli”; ma bisogna esserci nati, e questo genere di fantasia
non è da tutti. Io fui trascinato da
altre fantasie e mi sono guadagnato, nei giudizi più benigni,
il titolo di “moralista” e alcuni hanno aggiunto, di “benevolo
pessimista”.
Se anche così fosse, non l’ho fatto apposta. Ed è
per questo che sono molto riconoscente a quel giovane ungherese che
riconosce nei miei scritti una “schietta umanità”.
Potrei anche dire che ho cominciato col tradurre Teocrito e ho finito
col tradurre Esiodo, due poeti molto antichi che hanno cantato la
terra. Ho pensato alla favola di Anteo, figlio della Terra, che riacquistava
forza soltanto quando veniva a contatto della gran Madre, e ciò
valga anche per quelli che volano. |
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