Manara Valgimigli

Il nome di Manara Valgimigli (1876 – 1965) fa subito pensare a Per amore di Biancofiore. Ricordi di poeti e di poesia (Le Monnier, 1948), la raccolta panziniana che curò mettendo insieme tutti gli scritti bolognesi, “quando nella scuola e fuori della scuola dominava il Carducci e del Carducci, dal 1882 al 1886, il Panzini fu scolaro”, come scrisse Valgimigli nella prefazione. Ma in realtà fu ben più vasta l’opera di introspezione letteraria che dedicò a Panzini, con due interventi che meritano senz’altro una citazione. La prima è la recensione a “Le Opere e i Giorni” di Esiodo, tradotto da Alfredo Panzini, che comparve su «Pègaso», marzo 1929 (molto importante perché valorizzò appieno la traduzione di Panzini). La seconda è l’articolo che venne pubblicato per la prima volta sul «Messaggero» e poi anche sulla terza pagina del «Giornale di Trieste» il 28 agosto 1954, dal titolo Panzini e Boiardo, che qui si può leggere. Da non dimenticare anche la testimonianza che consegnò a Sergio Zavoli per il documentario che quest’ultimo realizzò per la Rai dal titolo Panzini ha cent’anni, col quale vinse la prima edizione del “Premio Nazionale Giornalistico Alfredo Panzini” che nel 1963 si tenne a Bellaria Igea Marina promosso dall’Azienda di Soggiorno.

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