Giuseppe Antonio Borgese

“Anche per il critico c’è un giorno di gioia”. È l’incipit dell’articolo che Borgese dedicò alla comparsa delle Fiabe della virtù di Alfredo Panzini, sul quotidiano «La Stampa», 8 luglio 1911. E perché giorno di gioia? Perché, spiegava, “Panzini per conto suo, per istinto d’artista, per grazia di Dio, senza dottrine estetiche e senza esperimenti critici, è riuscito a fare quel che noi critici vogliamo della letteratura italiana e quel che anche il pubblico vorrebbe: un’arte di sentimento moderno e di forma schiettamente classica e nostra”. Lo si può leggere per intero, così come comparve sulla terza pagina della «Stampa».

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