| PANZINI
BELLARIESE |
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“Non c’è dubbio; è stato il postino a spargere la voce che io sono un «signore». Quanto dispiacere mi abbia fatto questa rinomanza non saprei dire: non perché non vorrei essere un signore, ma perché non è vero, purtroppo! Dunque, alcuno fra questa brava gente grida «Guerra ai palazzi e pace alle capanne», si rivolge anche a me? A me? Ma io vi mando dal mio padrone di casa: andatelo a dire a lui! Adesso capisco perché quei piccoli favori, quello scambio di aiuti che i poveri si fanno tra loro – e rendono così umana la vota – a me non si fanno se non dietro pagamento. […] Eppure! Eppure no! Quando voi, lavoratori, cantate: Su fratelli, su, compagni avete torto di guardarmi con occhio bieco, di non considerarmi come vostro
fratello nel lavoro umano, di stringere alleanza piuttosto con certi parassiti
della vita sociale che con me! |
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