| PANZINI
BELLARIESE |
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“Bere il caffé e fumar la pipa al fresco d'estate è un piacere degno di Giove Olimpio; però ciascuno si può cavare questa voglia, se ha l'abitudine di alzarsi presto. Tuttavia il godimento è tanto. maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. Da questo Iato non ho rimorsi nel mio ozio, e perciò con letizia maggiore che non si possa pensare, bevo il caffé e fumo la pipa, la mattina, all'ombra di questa casetta di pescatori. Questa casetta appartiene ad un villaggio presso il mare, e il suo nome io l'ho già svelato. Gli abitanti e le abitazioni possono - io credo - fornire ad un archeologo elementi bastevoli per ricostruire al naturale una città troglodita: un filosofo può fare degli studi sul prodotto umano allo stato naturale. Il sole si è levato a pena e pende sul mare; ma le casette, disperse su le dune, fra le betulle e i tamarischi, dormono ancora. Però la vecchia - la madre del pescatore da cui ho preso in affitto questo loghicciolo - ha già aperto l'uscio della sua capanna. Nelle prime mattine ero sorpreso sentendo la sua voce chioccia brontolare nel dolce silenzio, e non sapeva con chi parlasse, perché nell'aia e intorno alla casa non c'era alcuno a quell’ora. Oh, con chi fa diatriba questo grinzoso demonio in gonnella? Giacché costei è la vecchia bacucca, la befana, la strega, il terrore dei bambini. Non la vedemmo noi una sera al lume di luna, in camicia - orrore! - uscire tutta feroce dalla capanna, con la scopa levata, desta al rumore di alcuni monelli che osavano saltare la sacra siepe di confine del suo orticello? Questi fuggirono come passeri: ella rientrò brontolando come il tuono che si allontana. Finalmente ho scoperto il mistero. Essa parla discretamente con le galline e con il maiale. Invita le galline al pasto dell'intrisa crusca, e le pingui e prepotenti garrisce perché facciano posto ai grami galluzzi; poi, mentre tutti bezzicano, alterna all’una o all’altra l'amorosa persuasione e l’efficace rimprovero. Con quelle che fanno l'uovo, usa espressioni di cuore amoroso; ma quelle, di cui il nido non porta l'uovo, afferra, e per cura di fecondazione, immerge a lungo nell'acqua fredda, e soltanto quando le ha tratte fuori impaurite e mezzo soffocate, ammonisce di far bene l'uovo. Questo metodo, di punire prima e quindi redarguire, dispiace ai troppo pietosi pedagoghi moderni: vedo però che con le galline è efficace. Ma col maiale è molto indulgente anche lei, la vecchia bacucca! Questo maialetto è giovane, roseo, balioso, adiposetto ormai, tanto che il saltellare gli è grave. Mi ricorda alla lontana certi giovincelli in quel che lasciano il limitare della scuola per quello della mondanità: se non che la vecchia dice del suo porcello che «ha più giudizio di un cristiano!» il che è almeno dubbio per certi giovani. Tempo fa il porcello era infermo. Oh sventura! come gli si assise accanto. Come lo grattava, e gli tastava il calore della febbre fra le cluni; come dicea sé meschina ed in malora nata! - Confortatevi, nonna, questo giovinetto maiale ha fatto una indigestione di scorze di angurie e di meloni, di cui tutte le serve del vicinato gli fanno omaggio. Un poco d'olio, nonna, ti passerà, - dissi io. Disgraziato maiale! egli crede - si la guarda coi piccoli occhi - che l'amore della vecchia bacucca sia disinteressato! No, non è disinteressato. Del resto, felice te, che ignori l'autunno, che ignori come ogni tua copiosa mangiata avvicina il tempo in cui il coltello ti scannerà, e il tuo capo, cinto d'alloro e posto su largo piatto, ornerà la vetrina di un salumiere. I tuoi genitori, o porcello, non ti hanno insegnato questa dolorosa scienza della vita per il fatto che essi stessi la ignoravano; se no, non ti avrebbero procreato. Questo fenomeno stesso forse avviene anche per noi, ed è l’Inconoscibile il vero propulsore che manda avanti la macchina della vita. - Nonna, quanti anni avete? - chiesi un dì alla vecchia. - Più di settanta! - (Ne ha più di ottanta, ma o non lo vuol dire o non lo rammenta.) - Vi ricordate del tempo del Papa, quando da queste parti non correva il vapore? - Allora ero giovane, - rispose, - e non ricordo più! Diceva « giovane» e doveva avere allora quasi cinquant'anni! Ma la natura le ha tolto la memoria, e così ha attaccato una seconda vita a quella cartapecora! Anche le ha tolto gli affetti e la voce gli è più rimasta che per rimbrottare: per tale modo la vita fisica si prolunga fuori del limite comune. Però l'altra mattina, domenica, l'ho sorpresa nell'atto di porgere al figlio, che è nonno alla sua volta (benché abbia tutti i capelli ancor neri: in questo villaggio - forse perché trogloditico - la gente stenta a invecchiare e ammalare), l'ho sorpresa - dico – nell’atto di porgere la camicia di bucato e gli abiti rammendati: infonder l'acqua nella catinella e consigliare il civile sapone come un omaggio al giorno - almeno - del Signore. Oh, mirabile sopravvivenza di anima materna anche nella cartapecora ! E pur domenica ho inteso la nuora litigare con la nonna per cagione delle nipoti. Queste vanno pazze pel ballo, e la nonna non vuole, non vuole che vadano al ballo pubblico della domenica, il ballo così detto «del baiocco» perché ogni ebro villano che entra a fare un giro, paga un baiocco; indi afferra e balla. . - È che siete cattiva! - scoppiarono in coro, piangendo, le due ragazze. E allora intesi questa risposta della nonna: Nelle vie del bene non sono cattiva! Mi parve risposta di sapiente antico. Da allora ho osservato più accortamente questa vecchiarda ed ho emendato il mio giudizio, nella qual cosa esiste il meglio dell’umana sapienza: emendare il proprio giudizio. Questa ottantenne è Il genio occulto della prosperità di questa casa di pescatori. Le mani di lei non posano mai; raccoglie lo sterpo e lo sterco; accatta il ciottolo; stende il bucato su la siepe; rinforza con spini, la siepe, e, quando il sole arde nel meriggio, lava presso la pozza ombrosa o trae con la bava il filo dalla rocca antica; sottopone al testo le brulle e vi gira la piada, cara a te, Giovanni Pascoli! È l'attività microscopica del minuto, previdente, incessante, che ha prodotto il benessere dell'umile casetta. Allora fiorì nella mia mente la bella voce latina, onor delle donne, sedula ! cioè «operosa ». E fiorì, olezzante come fiore di campo, quello stornello del Pascoli, che comincia: Al cader delle foglie alla massaia non trema il vecchio cuor, come a noi grami, che d’arguti galletti ha piena l’aia.” |
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