RICORDO DI SERGIO RAFFAELLI






Ci ha lasciati Sergio Raffaelli, grande maestro e amico

 

Il 6 luglio ci ha lasciati un grande maestro e un grande amico, il professor Sergio Raffaelli (primo da sinistra nella foto), già docente di Storia della lingua italiana all’Università di Tor Vergata.
Era stato ospite dell’Accademia Panziniana nell’aprile 2009, per le celebrazioni per il settantesimo anniversario della morte di Panzini.
Chiunque l’abbia ascoltato ne ricorda la preparazione e la competenza appassionata nel raccontare le sue ricerche. Noi che lo abbiamo conosciuto meglio ne ricordiamo anche la gentilezza, l’affabilità e la simpatia.
Descrivere le grandi e rare doti umane di Raffaelli è impossibile; lo è solo un po’ meno riassumere parzialmente la sua intensissima attività di studioso. Si era occupato in particolare della lingua dei nuovi mass media del Novecento (cinema, radio, tv) e di ricerche d’archivio, e nessuno come lui sapeve scovare carte e testimonianze, e ricostruire in base ad esse storie altrimenti destinate a rimanere ignote.
In questo quadro rientrano alcuni dei suoi più recenti contributi panziniani, quello su Panzini titolista, cioè scrittore di didascalie per film muti, come il grande classico Gli ultimi giorni di Pompei. Raffaelli riscoprì negli archivi anche il Panzini autore di epigrafi in latino, su incarico diretto del Duce, e proprio di questo aveva parlato qui a Bellaria un anno fa.
Nell’ultimo periodo stava lavorando ad uno studio - di nuovo fra storico e linguistico – sul corso di lingua italiana che Panzini aveva curato per l’EIAR; speriamo che i preziosi risultati di queste ricerche non vadano persi e siano presto pubblicati a cura della famiglia.
Marianna Franchi, socia dell’Accademia Panziniana, ha ricordato il professor Raffaelli durante la cerimonia di inaugurazione delle pertinenze della Casa Rossa, il 9 luglio.
Alla signora Silvana Raffaelli Marini e ai figli Alberto ed Enrico vanno le più sentite condoglianze di tutti i soci dell’Accademia Panziniana e dell'Amministrazione Comunale di Bellaria Igea Marina.

Bellaria, 10/7/2010


La commemorazione all'Accademia della Crusca

Venerdì 8 ottobre 2010, alle ore 15, nella sala delle conferenze dell'Accademia della Crusca (Firenze - via di Castello 46) si è svolta la commemorazione del prof. Sergio Raffaelli, storico della lingua italiana.
Di seguito pubblichiamo una sintesi della giornata.

L’8 ottobre 2010 si è svolta a Firenze, presso l’Accademia della Crusca, la commemorazione di Sergio Raffaelli, professore emerito di Storia della lingua italiana dell’Università di Roma 2 “Tor Vergata”, mancato lo scorso 6 luglio a Roma. La manifestazione, introdotta da Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia, è stata contrassegnata da vari interventi di amici e illustri colleghi di Raffaelli. Tutti i presenti hanno sottolineato quanto le sue doti di intelligenza e finezza critica non andassero disgiunte in lui da profondi sentimenti umani e anche da una grande semplicità d’animo, come traspare, ad esempio, dall’attaccamento al paese natale, Volano nel Trentino, e come è stato confermato dal sindaco Francesco Matté che ha donato all’Accademia due volumi di storia volanese. I vari relatori hanno rievocato i momenti salienti della loro frequentazione con Raffaelli, ripercorrendo altresì le molteplici sfaccettature della sua attività. Francesco Sabatini e Paolo D’Achille, che con lui firmarono il volume Il volgare nelle chiese di Roma (Roma, Bonacci, 1987) hanno rievocato un rapporto di amicizia che ha fatto da sfondo, negli anni, a interessi scientifici in comune, riguardanti soprattutto le varie forme dell’italiano contemporaneo ma anche – come nel libro suddetto – incursioni in epoche più lontane. Enzo Caffarelli, direttore della «Rivista internazionale di onomastica», ha illustrato invece un aspetto tra i più recenti, ma non per questo meno rilevante, delle passioni di Raffaelli: l’onomastica, e in particolare i suoi studi sui nomi delle vie, sui nuovi toponimi d’epoca fascista e sulle denominazioni cinematografiche. Lorenzo Còveri ha a sua volta evidenziato altri settori rilevanti negli studi di Raffaelli, quali la dialettologia (ricordando come insieme furono relatori in occasione del conferimento nel 1981 della laurea honoris causa al grande romanista tedesco Gerhard Rohlfs) e soprattutto il cinema: i suoi studi sulla lingua filmica costituiscono un punto di riferimento e non solo per gli addetti ai lavori. Pietro Trifone, suo successore all’Università di Tor Vergata, ha ribadito l’apprezzamento, oltre che per lo studioso, per l’uomo, che gli ha permesso un prosieguo sereno e proficuo dell’attività didattica e scientifica: in particolare degno di nota è l’interesse degli studenti – frutto a detta di Trifone del magistero raffaelliano – per la politica linguistica (ambito di ricerca non scontato per le giovani generazioni). Altro affettuoso ritratto del professore e dello studioso del linguaggio cinematografico è stato delineato da Raffaella Setti, mentre il figlio, Alberto Raffaelli, ha illustrato i contenuti dell’Archivio linguistico e cinematografico italiano (ALECI), vasta raccolta di materiale cartaceo e informatizzato accumulato da Raffaelli nel corso di ricerche compiute lungo tutto l’arco della sua vita, riguardante molteplici aspetti di quello che è definibile come uso pubblico della lingua nel Novecento italiano. L’imminente messa in rete di questa imponente documentazione potrà essere uno dei lasciti più preziosi dello studioso, che – per citare le parole pronunciate da uno che lo conobbe da vicino – «ha dato una dimostrazione, con il suo esempio, di come l’uomo può essere».

 

Primo piano
Panzini e Bellaria
Il villino
Panzini e il viaggio
Il lessicografo
HOME