| RICORDO
DI SERGIO RAFFAELLI |
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Ci ha lasciati Sergio Raffaelli, grande maestro e amico
Il 6 luglio ci ha lasciati
un grande maestro e un grande amico, il professor Sergio Raffaelli (primo
da sinistra nella foto), già docente di Storia della lingua
italiana all’Università di Tor Vergata. Bellaria, 10/7/2010 Venerdì 8 ottobre
2010, alle ore 15, nella sala delle conferenze dell'Accademia della Crusca
(Firenze - via di Castello 46) si è svolta la commemorazione del
prof. Sergio Raffaelli, storico della lingua italiana. L’8 ottobre 2010 si è
svolta a Firenze, presso l’Accademia della Crusca, la commemorazione
di Sergio Raffaelli, professore emerito di Storia della lingua italiana
dell’Università di Roma 2 “Tor Vergata”, mancato
lo scorso 6 luglio a Roma. La manifestazione, introdotta da Nicoletta
Maraschio, presidente dell’Accademia, è stata contrassegnata
da vari interventi di amici e illustri colleghi di Raffaelli. Tutti i
presenti hanno sottolineato quanto le sue doti di intelligenza e finezza
critica non andassero disgiunte in lui da profondi sentimenti umani e
anche da una grande semplicità d’animo, come traspare, ad
esempio, dall’attaccamento al paese natale, Volano nel Trentino,
e come è stato confermato dal sindaco Francesco Matté che
ha donato all’Accademia due volumi di storia volanese. I vari relatori
hanno rievocato i momenti salienti della loro frequentazione con Raffaelli,
ripercorrendo altresì le molteplici sfaccettature della sua attività.
Francesco Sabatini e Paolo D’Achille, che con lui firmarono il volume
Il volgare nelle chiese di Roma (Roma, Bonacci, 1987) hanno rievocato
un rapporto di amicizia che ha fatto da sfondo, negli anni, a interessi
scientifici in comune, riguardanti soprattutto le varie forme dell’italiano
contemporaneo ma anche – come nel libro suddetto – incursioni
in epoche più lontane. Enzo Caffarelli, direttore della «Rivista
internazionale di onomastica», ha illustrato invece un aspetto tra
i più recenti, ma non per questo meno rilevante, delle passioni
di Raffaelli: l’onomastica, e in particolare i suoi studi sui nomi
delle vie, sui nuovi toponimi d’epoca fascista e sulle denominazioni
cinematografiche. Lorenzo Còveri ha a sua volta evidenziato altri
settori rilevanti negli studi di Raffaelli, quali la dialettologia (ricordando
come insieme furono relatori in occasione del conferimento nel 1981 della
laurea honoris causa al grande romanista tedesco Gerhard Rohlfs) e soprattutto
il cinema: i suoi studi sulla lingua filmica costituiscono un punto di
riferimento e non solo per gli addetti ai lavori. Pietro Trifone, suo
successore all’Università di Tor Vergata, ha ribadito l’apprezzamento,
oltre che per lo studioso, per l’uomo, che gli ha permesso un prosieguo
sereno e proficuo dell’attività didattica e scientifica:
in particolare degno di nota è l’interesse degli studenti
– frutto a detta di Trifone del magistero raffaelliano – per
la politica linguistica (ambito di ricerca non scontato per le giovani
generazioni). Altro affettuoso ritratto del professore e dello studioso
del linguaggio cinematografico è stato delineato da Raffaella Setti,
mentre il figlio, Alberto Raffaelli, ha illustrato i contenuti dell’Archivio
linguistico e cinematografico italiano (ALECI), vasta raccolta di materiale
cartaceo e informatizzato accumulato da Raffaelli nel corso di ricerche
compiute lungo tutto l’arco della sua vita, riguardante molteplici
aspetti di quello che è definibile come uso pubblico della lingua
nel Novecento italiano. L’imminente messa in rete di questa imponente
documentazione potrà essere uno dei lasciti più preziosi
dello studioso, che – per citare le parole pronunciate da uno che
lo conobbe da vicino – «ha dato una dimostrazione, con il
suo esempio, di come l’uomo può essere».
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